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domenica 6 ottobre 2013

Attenti al cane! Ora fido e' piu' tutelato in caso di incidente.

Quanti sono gli animali domestici in Italia?

La stima e' difficile. Si sa per certo che i cani censiti nel 2011 erano 5.656.164, mentre si stima che i gatti possano essere molto di piu'.
A questi vanno aggiunti i randagi, gli animali allevati in fattoria, quellli esotici, quelli selvatici, e via dicendo. Con numeri tanto importanti, le probabilita' per un automobilista di essere coinvolto in un incidente con un animale non sono certo remote, come testimonia Gianluca felicetti, presidente della LAV (lega anti vivisezione) che parla di una "strage sulla quale, finalmente, la legge ha iniziato a intervenire". Da Agosto 2010 e' diventata operativa una modifica all'art. 189 del Codice della strada ("Comportamento in casp di incidente"), che obbliga a fermarsi e chiamare soccorso anche quando in un sinistro i feriti sono animali. Una norma alla quale si devono attenere tutti gli utenti della strada: automobilisti, ciclisti, centauri.
Siano essi responsabili o coinvolti nell'incidente, o anche solo semplici testimoni dell'accaduto.
Per chi non rispetta la regola sono previste multe Nel senso che permette loro di utilizzare gli stessi dispositivi previsti dall'art. 177 del Cds (sirene e lampeggiante blu) e di non rispettare alcune regole della circolazione (come i limiti di velocita' o passaggio con il rosso) in caso di emergenza.

In base allo stesso decreto, anche i privati potranno pigiare sul clacson per farsi largo nel traffico se hanno a bordo un animale con urgenza di essere curato, proprio come accede con gli "umani", senza incorrere nelle sanzioni previste dal codice.
Ecco i principali elementi della norma e i suggerimenti sul comportamento da tenere in questi casi:

  • Quale numero chiamare: in caso di incidente, bisogna fermarsi e "porre" in atto ogni misura idonea ad assicurare un tempestivo intervento di soccorso". Cioe' chiamare un numero di pubblico soccorso, dato che ancora non esiste un riferimento telefonico dedicato. Si puo' comporre il 112 (carabinieri), il 113 (polizia), il 1515 (guardia forestale) o il numero della polizia locale.
  • L'obbligo vale per tutti: la legge e' chiara per tutti: chiunque si trovi sul posto al momento del sinistro deve fermarsi e chiamare il soccorso. Vale per chi ha provocato l'incidente con qualsiasi veicolo, ma anche per eventuali testimoni dell'incidente.
  • La fuga costa cara:  per chi scappa dopo aver provato il ferimento di uno o piu' animali, e' prevista una multa da 410 a 1.643 euro. Chi non e' responsabile delle lesioni, ma omette di attivare l'emergenza, rischia sanzioni fra 82 e 328 euro.

martedì 17 settembre 2013

MACERATA: UCCISA PER STRADA DAL MARITO MENTRE SI RECA AL LAVORO.

Una donna di 66 anni, MariaPia Vigoni, e' stata uccisa a coltellata dall'ex-marito, mentre si recava al lavoro.
Una tragica aggressione avvenuta ieri notte intorno alle 3.00, a Civitanova Marche, in provincia di Macerata.
La povera donna si stava recando al lavoro in bici, al mercato ittico di Civitanova.
Aveva percorso pochi metri in bicicletta, quando e' stata bloccata e costretta a scendere dalla bici dall'ex-marito, che dopo una breve discussione l'ha colpita violentemente con piu' colpi al volto e al corpo, con un grosso coltello da cucina.

Alcuni vicini hanno sentito le urla della donna ed hanno chiamato subito il 112, dove una pattuglia dei carabinieri e' arrivata sul posto, trovando il marito ancora con il coltello in mano pieno di sangue e la donna esamine a terra. L'anziana e' morta pochi minuti dopo il ricovero in ospedale, mentre il marito dopo l'accaduto, non avrebbe detto nulla ed ora si trova nella caserma "Piermanni", in attesa di essere interrogato dal magistrato. Un uomo disperato, racconta la figlia dei due ex-coniugi, che prendendo le parti dell'omicida, Catia, cosi' si chiama la figlia, la moglie lo aveva abbandonato, non lo lasciava in pace e litigavano spesso per problemi economici, legati alla loro separazione.

domenica 28 aprile 2013

ATTENTATO A PALAZZO CHIGI: l'attentatore Luigi Preiti dice al P.M.: "volevo sparare ai politici, ma non essendoci nessuno ho aperto il fuoco sui Carabinieri". Lesione alla colonna vertebrale per il Brigadiere.

"... Volevo sparare ai politici, ma non potendo arrivare a loro, ho aperto il fuoco sui Carabinieri".
Sono queste le parole che ha detto Luigi Preiti, l'attentatore di Palazzo Chigi, al Sostituto Procuratore che lo ha interrogato. "Un uomo, con tanti problemi, ma sano di mente",  dice il pm. Mentre dall'ultimo bollettino medico, dall'Umberto I di Roma, dove sono ricoverati i due Carabinieri feriti stamane, Giuseppe Giangrande, il brigadiere ferito al collo da un proiettile, esploso dalla pistola di Luigi Preiti, avrebbe una lesione alla colonna vertebrale, ma non sarebbe in pericolo di vita.
Il militare era in forza al Battaglione Toscana di Firenze nella squadra antisommossa, ricoverato in prognosi riservata all'Umberto I.
Giangrande vedovo e con una figlia di 23 anni, vive a Prato, dove ha lavorato al radiomobile e partecipato spesso a qualche bltz nella Chinatown assieme alla compagnia.
Ora facendo parte appunto della squadra antisommossa, probabilmente e' la ragione per la quale si trovava nella capitale, in cui al Quirinale si stava svolgendo il giuramento del Presidente Enrico Letta ed i ministri del nuovo Governo.

venerdì 1 marzo 2013

SPARATORIA A ROMA. ASSALTO A FURGONE PORTA VALORE.

E' successo stamattina nei pressi della stazione di Roma Termini, dove un furgone portavalori, si era fermato per ritirare l'incasso della Banca Popolare di Lodi, e all'uscita di uno dei vigili giurati con il bottino, e' stato sorpreso da uno di tre malviventi, ed e' iniziato subito un conflitto a fuoco. Uno dei rapinatori e' stato colpito a morte mentre una guardia giurata e' rimasta gravemente ferita. La vittima era un'ex militante delle brigate rosse e come sostiene il comandante dei carabinieri di Roma il bottino non doveva servire per altre operazioni. La sparatoria e' successa tra via prenestina e via palmiro togliatti. Il brigatista si chiamava Giorgio Frau ed era stato un membro delle UCC e aveva gia' ricevuto pesanti condanne, sopratutto per rapina. L'ultima, in un ufficio postale di Firenze, era finita con nulla di fatto ma gli era costata il terzo arresto.

sabato 16 febbraio 2013

Voglio ritornare a parlare di una storia commovente . . . che sotto queste elezioni . . . si dovrebbe un po' riflettere, a chi far governare . . . !!!

Voglio ritornare a parlare in questo post di una notizia che ha fatto il giro del web, lasciando uno strascico di riflessione. Riparlare di Angela, una donna di 76 anni, mi fa davvero star bene e mi fa onore, che nonostante tante cattiverie che riversano nella societa', ogni tanto di qualche buona azione bisogna parlarne di continuo. Come tutte le mattine la nonnina si reca al supermercato "Pam di via Archimede Milano"; tira fuori gli occhiali per controllare i prezzi con cura meticolosa; scarta il prosciutto crudo e il cotto, scarta i salumi, scarta la mozzarella, tutto costa troppo, deve fare una scelta...

Sceglie quella con il costo più basso, la infila nel carrello dove ci sono già una scatoletta di tonno e del pan carré.

La Signora Angela, si reca verso la corsia dei formaggi, con le dita sfiora il parmigiano, fruga tra i pacchetti alla ricerca di quello meno voluminoso, legge accuratamente ogni prezzo, e poi lo ripone come se avesse un ripensamento sulla scelta.

In verità la Signor Angela non ha abbastanza soldi per comprare il formaggio, decide di andare via, ma é un attimo, vede una scatoletta di Tic Tac alla menta abbandonata vicino al banco frigo, la mano scivola verso la casacca e sospinge la piccola scatolina di Tic Tac nella sua borsa.

Lei non lo sa, ma la scena viene vista dal direttore del supermercato: «Signora, Signora mi scusi può mostrarmi la sua borsa?» Pochi euro, appena tre prodotti. «Un controllo di rito, dice con un sorriso la guardia, mi segua di là»...

Il locale dove si confessano queste minuscole vergogne è un ufficio: lei da una parte, l'anziana dall'altra. «Forse ha dimenticato qualcosa - dice il direttore - sa, a volte capita...» Lei abbassa gli occhi, è rossa in volto, si vergogna, trema...

La signora Angela: "É la prima volta, mi creda non sono una ladra; ho lavorato una vita facendo sacrifici per far crescere i miei figli, ed oggi mi trovo qui a rubare una scatoletta di Tic Tac, mi vergogno molto".

La scatoletta di Tic Tac alla menta finisce sulla scrivania: il prezzo é € 0.75 centesimi.

Nonostante questo, il direttore di nome Valerio non voluto sentire ragioni, ed ha seguito rigidamente il protocollo chiamando la Polizia per denunciare la donna.

Arriva la Polizia, dalla macchina scendono 2 agenti di nome Arturo Scongiu e Francesco Console.

Racconta Arturo Scongiu uno dei due agenti:

«quella vecchina indifesa che si scusava e diceva piangendo di non avere i soldi per pagare le mentine tremava come una foglia, ho capito subito che si trattava di una persona che fa fatica ad arrivare alla fine della prima settimana del mese. Le ho chiesto quanto pigliasse di pensione; lei, nascondendosi dietro il mio collega, mi ha risposto 320 euro. Mi ha fatto pena, ho immaginato mia nonna che non ho più, ho aperto il portafoglio e pagato le mentine al direttore».

E il direttore del Pam?
«L'ho chiamato in disparte, c'era tanta gente attorno. Gli ho detto due paroline. A questo punto (eravamo tornati davanti al supermercato) dalle persone che si erano raccolte attorno a noi si è levato un applauso spontaneo, pensa che un signore mi è venuto vicino e mi ha chiesto di poter pagare lui la spesa che la signora Angela aveva fatto: una scatoletta di tonno e del pan carrè».

Il gesto di questa donna di Milano è solo il simbolo di una parte dell'Italia che è ridotta veramente in situazioni economiche drammatiche, in totale dissonanza con il denaro pubblico sprecato e male usato, denaro pubblico che potrebbe essere messo a disposizione di quelle povere persone che non hanno cosa mangiare all'ora dei pasti.

lunedì 7 gennaio 2013

Capitano Ultimo: L'occhio del falco e la sua associazione di solidarieta'.

Questa sera a grande ribalta, e' tornato sul piccolo schermo in prima tv, la miniserie televisiva: "Ultimo - l'occhio del falco - dedicata all'Eroe Nazionale Sergio De Caprio, Colonnello dei Carabinieri, con il nome di battaglia: "Ultimo". Un'ufficiale dei Carabinieri che inizio' la sua carriera dopo aver frequentato la Scuola Militare "Nunziatella" di Napoli, successivamente continua la sua formazione presso l' Accademia di Modena ed infine la Scuola Ufficiali di Roma. Una persona semplice, che nonostante la sua distinta carriera e cultura presso tutte le Accademie sopracitate, ha voluto qualificarsi con un nome di battaglia che lo rendeva unico, inconfondibile, ma fondamentalmente, diverso dagli altri. Da quelli, che nella vita vogliono essere sempre i primi, vogliono scalare le vette piu' alte, pur di compromettere la vita altrui, per soldi o per potere, essere i primi e non fermarsi davanti a niente, in politica, nella societa' ma sopratutto nella criminalita' e nella delinquenza, quando si vuole diventare, o magari si crede di essere immortali, sacrificando appunto la vita degli altri. Ultimo, questo era il suo nome di battaglia, Colonnello dei Carabinieri e dirigente operativo dei R.O.S. (raggruppamento operativo speciale), ha voluto chiamarsi cosi', colui che arresto' il Capo di Cosa Nostra, Salvatore Riina, una delle operazioni piu' eclatanti di una lunga serie di azioni, portate a termine contro la criminalita' organizzata. In difesa dei piu' deboli e degli oppressi, questo era il suo scopo aiutare gli ultimi, combattendo i primi. Ultimo dopo l'arresto di Riina, a causa di alcune incomprensioni con i vertici del R.O.S., relativo sia al suo metodo investigativo che lo caratterizzava nel suo genere, sia all'impiego di personale provvisorio nelle attivita' di indagine, cosa che rendeva impossibile la profonda formazione dei componenti mettendo a serio pericolo la vita di loro stessi, chiede cosi' il trasferimento in altro reparto e passa quindi al N.O.E. (nucleo operativo ecologico), un reparto speciale dei Carabinieri che si occupa della tutela dell'ambiente e di tutto cio' che lo circonda. E attualmente da vicecomandante, contribuisce ad ostacolare e combattere nel suo unico modo investigativo che conosce, le ecomafie e le illegalita' del sistema ambiente. Ho sviluppato e scritto questo post con grande emozione e tanta stima verso una persona che ha dei grandi valori, tanta umanita', ma sopratutto un'immensa solidarieta' verso i piu' deboli, ricordando cio' che quest'uomo, "Ultimo", ha creato per loro, per ragazzi da un'infanzia difficile inghiottiti dalla criminalita'. Quel giorno che Toto' Riina fu sconfitto dopo lunghi anni di latitanza, noi nasciamo costituendoci in un'associazione che avra' come unica ragione di vita la difesa dei piu' deboli lottando giorno dopo giorno, portando in alto la bandiera della solidarieta' e della legalita' e cosi' il 23 maggio 2009, nasce l'associazione di volontariato sociale "Volontari Capitano Ultimo".